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Voglio dedicare questo sito solo ed esclusivamente al canarino bossu per le emozioni che riesce a dare e per la storia che lo contraddistingue. Dopo avere allevato diverse razze nel bossu ho trovato, per il momento, il punto di arrivo verso quello che è la sintesi delle varie difficoltà tecniche di allevamento per i canarini di forma e posizione lisci. Il bossu è l'inizio e la fine della selezione dei canarini, tutto il resto per me, rappresenta l'intermedio, la variante, la surrogazione. Nel leggere la sua storia potrete meglio comprendere quello che cerco di dire. Il bossu è stato impiegato nella selezione di diverse razze e lo ha fatto così bene da mettere a rischio la propria sopravvivenza fino ad estinguersi ; ma grazie a qualche allevatore è rinato dalla propria cenere, lasciando però, ancora spazio a chi ama le sfide per trovare spunti di miglioramento tali da dire si può fare di più. Dal francese “BOSSU”, vuol dire “GOBBO”, ma il Bossu non è un canarino malformato perché il suo originale aspetto non dipende da una degenerazione fisica, bensì dal fatto che la selezione di questa razza, iniziata in Belgio probabilmente sin dalla prima metà del XVII secolo ha prodotto carpi molto più sviluppati del normale, spalle sostenute molto in alto, collo molto lungo, arti inferiori leggermente piegati ed inoltre una posizione eretta del corpo. La presenza contemporanea di queste caratteristiche, su sollecitazioni esterne, obbligano il canarino ad equilibrarsi e ad assumere una posizione che verticalizza il corpo e sospinge il collo in basso. L’esistenza di tali canarini si tramanda con certezza sin dalla metà del 1600 presso le dame di compagnia dell’alta società belga o nei conviventi fra i frati dei Monasteri, particolarmente in tre principali città del Belgio Gand, Anversa e Bruges.
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