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La riproduzione

 

 

 

    

L'allevatore che intende consentire ai suoi canarini di accoppiarsi e quindi prolificare,deve essere consapevole del maggior impegno richiesto e delle cure che il ciclo riproduttivo richiede. Per la nidificazione dei canarini bisogna osservare delle regole ed adottare determinati accorgimenti. Occorre innanzitutto assortire la coppia. IL sistema più semplice per distinguere il maschio dalla femmina nei canarini è quello di osservare quali soggetti cantano: solo i maschi infatti possiedono qualità canore (rare le femmine che canticchiano e in ogni caso solo in maniera rudimentale). Quando però ci si trova nella necessità di distinguere i sessi di soggetti per i quali non si ha il tempo o non si può fare il rilevamento delle doti canore (come ad esempio per i giovani che non hanno ancora ultimato la prima muta), bisogna esaminare la zona circostante la cloaca che nel periodo degli amori, (solo periodi degli amori marzo-giugno)  inturgidendosi, evidenzia la diversa conformazione nel maschio e nella femmina.  La persona esperta riesce a rilevare tale differenza in ogni periodo dell'anno, ma l'ornicoltore alle prime armi può non riuscirvi nemmeno allorché i canarini sono in calore in quanto la differenziazione può variare da soggetto a soggetto (sopratutto in relazione con l'età e con il grado di forma amorosa) . In tal caso all'allevatore non resta che basarsi sul canto o sul comportamento dei canarini o anche sulla conformazione e disposizione delle piumette che contornano l'organo genitale: nei maschi queste piumette sono relativamente lunghe e sottili mentre nelle femmine sono più corte e disposte a corolla o ventaglio intorno alla cloaca (questa differenza è leggera ma costante in ogni stagione dell'anno). Per osservare la conformazione della cloaca e delle piumette circostanti bisogna prendere in mano il canarino e soffiare leggermente e uniformemente sul suo basso ventre così da scoprire bene la parte da esaminare.

 Una volta assortita la coppia bisogna favorire la familiarizzazione, un buon metodo è farli svernare nella stessa gabbia in modo da abituarsi l'uno all'altra prima del sopraggiungere della primavera. Mettere insieme i soggetti all'ultimo momento può dar luogo a spiacevoli inconvenienti quali liti soventi con zuffe e ferimenti che finiscono non appena la femmina restia accetta il maschio ed inizia a nidificare. Spesso succede che l'incompatibilità assoluta della coppia formata dall'allevatore spinge a sciogliere la coppia per evitare l'uccisione di uno dei due. Vi sono allevatori che utilizzano un maschio per più femmine, in tal caso è evidente  che solo una femmina gioverà dell'aiuto del maschio nell'imbeccare la prole almeno che non si riesca a sfasare la nidificazione delle canarine in modo che mentre una cova l'altra col compagno imbecca la nidiata e così via. Le femmine necessitano di una certa tranquillità e penombra in fase di cova per cui e consigliabile rivestire il porta nido, se è esterno, con un panno possibilmente verde o delle frasche. Se il nido e interno alla gabbia è consigliabile innanzitutto collocarlo il sul lato più lontano dalla vista di chi passa e sul tetto della gabbia bisogna mettere un panno del compensato o latro in modo da oscurare il cielo della gabbia. All'interno della gabbia deve essere apposto un porta nido preferibilmente di ferro o plastica nel quale la femmina andrà a costruire il nido trasportando nel suo interno il materiale che le verrà messo a disposizione. Non è raro che la femmina sia incapace di costruire il nido anche dando chiaro segno d'impegno. Dovrà essere l'allevatore in tal caso a correre in aiuto rifinendo al meglio con le mani l'opera avviata dalla canarina. Esistono in ogni caso delle coppette a forma di nido che possono sostituire benissimo il nido e nel quale verranno deposte le uova senza troppi risentimenti da parte delle canarine. L'incubazione dura 13 giorni dal momento d'inizio cova, ma considerato che quasi tutte le canarine in cattività iniziano a covare le uova da subito, è buona norma sostituirle man mano che vengono deposte, con delle uova finte che verranno rimpiazzate dalle uova vere non appena la canarina avrà smesso di depositare. Le uova prelevate dal nido devono essere custodite in un contenitore imbottito di ovatta e devono essere rigirate almeno una volta al giorno per evitare la decentratura del tuorlo. La schiusa  contemporanea ridurrà la possibilità che sopravvivano soltanto i piccoli nati prima. Durante i primi giorni di vita è essenziale fornire il cibo giornaliermente insieme ad acqua sempre fresca e pulita in modo da evitare che insorgano infezioni  fatali per i novelli. Essenziale per la crescita dei piccoli,è che la femmina si cibi di un ottimo pastoncino all'uovo che fornirà ai suoi piccoli insieme ai semi e a qualche fettina di mela. La lattuga è ottima per l' imbeccaggio dei piccoli ma è preferibile non darla da subito dopo la schiusa, ma intorno ai quattro cinque giorni  sempre  lavata alla perfezione e soprattutto asciutta per evitare infezioni letali. Durante i primi giorni di vita sarà la stessa canarina a provvedere alla pulizia del nido, man mano che i piccoli cresceranno la pulizia dovrà essere assolta dall'allevatore se questi si accorge di particolari situazioni igieniche sostituendo in maniera rapida e decisa il nido con uno uguale imbottito più o meno allo stesso modo. Verso il diciottessimo giorno i nuovi canarini sono completamente formati e se di razza più rustica usciranno già dal nido, mentre quelli a selezione più spinta tarderanno qualche altro giorno. In ogni caso avranno ancora bisogno di essere imbeccati dai genitori,nella fattispecie dal padre poiché la madre sarà sicuramente impegnata nella successiva covata che generalmente inizia proprio verso il diciottesimo giorno di vita dei piccoli. Intorno alle quattro settimane i piccoli possono essere svezzati almeno che la convivenza con i genitori non possa durare ancora qualche giorno. Nel caso in cui la femmina sia impegnata nella successiva covata e non ci sia a disposizione il padre per portare al termine lo svezzamento della nidiata, conviene dividere la gabbia con un divisorio a sbarre attraverso le quali la madre fornirà di qualche imbeccata ai novelli.

 

essi digestivi.

 
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